Artensile e il Cantiere della Memoria: un sodalizio in nome dell’Amore per un territorio e le sue tradizioni

Incontro il Cantiere della Memoria alle Grazie, un luogo magico ed emozionante, su invito di Corrado Ricci e la moglie Iole Rosa anima e cuore di questo spazio nel borgo delle Grazie.
Un borgo di mare, di memoria e tradizione legata al mare ed ai maestri d’ascia.
Il cantiere, un piccolo fondo, ospita un allestimento di utensili di lavoro, in un percorso emozionale e simbolico.
Colta da stupore e meraviglia di così tanta storia e vita tutta lì concentrata, i ricordi, le mie radici, la memoria di vicende e persone non più presenti riaffiorano alla mente e mi scaldano il cuore.
Visitando il Cantiere della Memoria mi sovviene Montale e il suo “correlativo oggettivo” – le cose non svelano il segreto della loro presenza, rinviano a un’incessante vicenda di vita e di morte, di gioia e di dolore…- .
Vicende di vita che, se affidate solo alla nostra memoria, fragile e labile perché il tempo e gli eventi logorano ogni ricordo, se ne perde sicuramente traccia.
Ma allora come conservare la Memoria? Affidandosi agli altri, attraverso l’azione del tramandare, e agli “oggetti”, anche quelli più poveri della quotidianità, ai quali, lo stesso Montale, riconosce una funzione poetica. Oggetti e immagini tangibili rappresentano uno stato emotivo ed esistenziale, una metafora della vita, il racconto di vicende di uomini e donne.
Il Cantiere della Memoria è ricco di attrezzi da lavoro, un tesoro che racconta l’ingegno dei maestri d’ascia in un allestimento artistico. Per esempio una vaschetta trasparente dove al posto dei pesci rossi ci sono grossi chiodi; Martelli , scalpelli, seghe e seghetti, compiono un viaggio ideale in mare, dal mare e per il mare.
Campeggia un video che ricorda la storia dei maestri d’ascia, uomini di mare e per il mare.
Secondo Pietro Ricci “ maestro d’ascia” che ha una collezione più di 2000 utensili sempre alle Grazie: “Ogni attrezzo corrisponde ad un antenato, che qui continua idealmente a vivere … questi attrezzi sono intrisi del suo sudore, del suo sangue, del suo pensiero…”.
“Gli oggetti che raccontano”, da Montale, al Cantiere della Memoria, ad Artènsile, che reinterpreta il significato della realtà in chiave innovativa e attuale. Il tema centrale che li accomuna è il “Recupero” e l’Appartenenza al territorio e alla sua storia.
Recupero come Memoria di ciò che caratterizza il territorio, ovvero tradizioni, radici, mestieri, storie di vita attraverso gli oggetti e gli utensili che, estrapolati dalla loro fisicità, assumono una funzione narrativa, poetica e artistica.
Cosa è Artensile se non tutto ciò?

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