Nulla si è creato, tutto si è trasformato

Sabatini Coletti dà un definizione della parola sgancio come “l’azione dello sganciare”, ovvero “Liberare qualcosa da un blocco o da un vincolo”.

Il significato letterale del termine sgancio ci aiuta a dare voce ed espressione ad un oggetto originale, risultato di una commistione di competenze: la visione di una imprenditrice, Sabrina Canese, l’ingegnosità e la creatività di due architetti Giovanna Polleri e Luca …., P&B architetti, e il gusto grafico di una giovane designer Giulia Grillo.

Sgancio: è il nome di questo progetto sperimentale, a marchio ArtensileLab, che coniuga creatività, design e recupero materiali. L’aver messo insieme visione e competenze, materiali poveri, , abbinati a una capacità di comunicare significati oltre il palese, ha dato vita ad un progetto unico che sta ottenendo successo sul mercato.

Gli ingredienti vincenti di Sgancio ?

Una combinazione di prodotti, oggetti di ferramenta destinati ad altri usi – gancio in ottone nickelato, calamita al neodimio – inserti colorati prodotti con stampa 3d intercambiabili in base agli abbinamenti, il tutto condito con il pieno rispetto dell’ambiente…pertanto “nulla si è creato, ma tutto si è trasformato”.

Cosa possiamo fare con Sgancio?

Si adatta allo spazio domestico, in cucina per appendere le stoviglie, nel guardaroba per cappotti e borse, o fuori, al ristorante o al teatro per appendere poshette e soprabito, o in macchina…insomma con Sgancio siamo liberi nella fantasia perché tutto è possibile, basta portarlo sempre con sé!

Da una sperimentazione ne è nato un reale caso di innovazione: un prodotto “intelligente”, perché versatile, flessibile e adattabile ad ambienti e funzioni e che risponde alle esigenze del consumatore-fruitore moderno sempre in cerca del “fare esperienza” delle cose.

Ma Sgancio rappresenta anche un modo per costruirsi l’esperienza su misura: un prodotto non attaccato per sempre a pareti e strutture, capace di liberarsi dal vincolo – proprio come scrivevano  Sabatini e Coletti –  e sposarsi a nuovi spazi, nuove collocazioni e nuove modalità d’uso, secondo i nostri desiderata.

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